Il mistero di iPad Pro in Italia: tutti lo vogliono ma quando arriva? Ecco come fare

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Le spedizioni dovrebbero essere partite lo scorso 11 novembre, ma pare che qualcosa non stia andando esattamente come programmato: iPad Pro, l’ultimo interprete della tavoletta Apple, è un po’ “indietro” a livello di tempistiche, e non parliamo solo del suo approdo in Europa e quindi in Italia, ma in generale.

Negli Usa, ossia la ‘casa’ di Apple, risulta che iPad Pro arriverà in mano agli utenti che lo hanno acquistato anche a distanza di un mese dalla data dell’ordine. Questa situazione pare riguardi leedizioni più costose del tablet, vale a dire quella con 128 GB di memoria e connettività Wi-Fi, e quella con 128 GB di memoria e connettività 4G LTE (costo 999 dollari).

Risposta semi-definitiva: può essere che Apple non avesse stimato una tale richiesta di iPad Pro, almeno nelle sue versioni più costose, come anche il modello da 32GB, per il quale servono almeno 4-5 giorni dal suo ordine.

iPad Pro: modelli, prezzi, caratteristiche

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Nella città degli smartphone Huawei sfida Apple e Samsung

Viaggio nel campus di Shenzen, dove l’azienda cinese elabora strategie e modelli per arrivare al primo posto tra i produttori mondiali di telefoni. Tra laghetti e laboratori di ricerca hi tech

BRUNO RUFFILLI
INVIATO A SHENZEN

«A Shenzen ci sono sette donne per ogni uomo», dice Lin. Sotto il cielo lattiginoso indossa un abitino avorio, sfida il caldo autunnale con una giacca nera, cammina sicura nelle sue décolleté nonostante il tacco impegnativo. Chatta in continuazione, risponde alle mail, muove veloce le dita sullo schermo del telefono. Marchiato Huawei: siamo infatti nel quartier generale del più grande produttore cinese di smartphone, terzo nella classifica globale dopo Samsung e Apple («Ma non è vietato usare apparecchi di altre marche»).

UNA CITTÀ NELLA CITTÀ

Il campus Huawei è una città nella città, dove lavorano quasi 50 mila persone. Ci sono strade e parchi, un laghetto con cigni neri che arrivano dall’Australia, 3200 appartamenti di diverse dimensioni destinati ai dipendenti. «Io vivo qui, arrivo in ufficio in una ventina di minuti a piedi, mentre se abitassi in città mi servirebbe almeno un’ora e mezza», spiega Lin. Nel quartier generale si incrociano persone da ogni parte del mondo e si parla correntemente inglese, oltre al cinese. C’è anche un’università interna, dove i corsi sono equiparati a quelli degli atenei statali.

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